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SALVAINFANZIA
Cari amici di comune
coscienza educativa,
espongo brevi note sull’anticipo di scolarizzazione elementare per
bimbi che compiono i 6 anni entro febbraio, previsto dalla
"sperimentazione" Moratti.
Non so voi, ma io
sono contrario a tale operazione per i motivi di seguito elencati.
CONTRO IL BAMBINO
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Priva il bambino di
un anno di attività ludiche, linguistiche, comunicative, ecc. che si
effettuano con agio nella scuola materna.
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Pone il bambino in
posture e in staticità motoria dannose alla sua età;
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Chiede al bambino
prestazioni attentive improprie per durata e specificità.
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Interrompe il lungo
e fragile processo di adattamento sociale e ambientale.
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Accelera
prestazioni intellettive a tutto danno della diversità, tipicità,
singolarità.
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Anticipa la
richiesta di pressanti prestazioni grafo-motorie, coordinative,
spazio-temporali e sequenziali che giungono a maturazione nella
fascia 5-7 anni.
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Sottopone
precocemente a stress (da orari, da richieste, da aspettative, ecc.)
i bambini.
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Sottopone a scelta
scarsamente consapevole le famiglie (chi dirà di no a mettere il
turbo al proprio figlio?).
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Costringe molti
bambini ad un approccio pesante e demotivante alla scuola (errore
degli errori).
CONTRO LA SCUOLA
DELL’INFANZIA
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Sottrae l’ultimo
anno, quello nel quale, in genere, giungono a pieno sviluppo i
processi simbolici (linguaggi, gioco simbolico, sistemi di
segni) da un lato e quelli logici (intuitivi,rappresentativi,
pre-operatori) dall’altro.
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Fa lavorare gli
educatori senza vedere risultati formativi (l’esito dei processi
predetti), con rischio di defilamento intellettivo di questi.
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Spinge la Scuola
dell’infanzia su funzioni di adattamento ed accoglienza dei bambini.
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Colpisce la cultura
e la tradizione della scuola dell’infanzia.
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Priva la scuola
dell’infanzia di significati educativi in favore di quelli
custodialistici, tende a derubricarla dal sistema scolastico
primario, induce al defilamento dello Stato.
CONTRO LA SCUOLA
ELEMENTARE
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Carica la scuola
elementare di problemi formativi nuovi ed impropri.
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Incrementa la
diversità evolutiva tra i bambini, per i diversi livelli di accesso
in tale fase molto plastica.
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Incrementa il
disagio, i disturbi di apprendimento, i ritardi prestazionali.
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Continua la
negativa rincorsa al quantitativo ed al precoce in educazione.
Dovrei dire anche
che annulla le scienze pedagogiche (le esperienze di curricolo
avanzato in realtà non erano proprio tali, Aporti, Froebel,
Montessori), mentre poco si parla di esperienze contrarie come
quelle di Tolstoi, Don Milani, le "scuole nuove" americane, ecc., a
curricolo "naturale".
Contro tutto ciò,
riterrei urgente un evento pubblico di grande risonanza in cui la
scuola dell’infanzia chiami a ragionevolezza educativa la scuola
elmentare, con grande sinergia di forze, per es. a Cesena.
Ritengo
importante dare la parola a: pediatri, ortopedici, neuropsichiatri.
Andrebbe anche
detto che non si tratta di una sperimentazione (né potrebbe
esserlo) ma di una esperienza per ora selettiva, i cui prescelti
protagonisti non potranno ovviamente che esserne gratificati e
giudici coinvolti. Cordiali saluti a tutti Piero Crispiani
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