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AUTISMO E SCUOLA
di Sonia e Roberto Rusticali
L’Italia è una Nazione all’avanguardia
nella Legislazione sull’Integrazione Scolastica, la scelta di inserire
i Bambini affetti da handicap nelle Classi insieme ai “Coetanei
Normodotati “ è stata lodevole e coraggiosa, ma a nostro avviso non è
stata adeguatamente seguita dalla realizzazione degli aspetti pratici,
nel rapporto tra Scuola e Famiglia, nel rapporto numerico Bambini -
Insegnanti, ma soprattutto nella specializzazione del personale
Docente che non risulta sufficientemente preparato per seguire
adeguatamente i Bambini con Handicap Psichico con particolare
riferimento all’Autismo e PDD ( Disturbi Pervasivi dello Sviluppo ), a
tal proposito, abbiamo potuto visionare dei testi dei corsi di Alta
Specializzazione in cui all’interno dei volumi, ci sono solo poche
righe che parlano di Autismo, e quindi il personale Docente che
termina il Corso acquisisce un’infarinatura di base, ma non è
umanamente possibile che sia adeguatamente preparato per seguire dei
Bambini Autistici.
Manca quindi il passaggio successivo e più qualificante, una
specializzazione mirata per le varie patologie e soprattutto una
continuità didattica con una presa in carico che segua l’intero
percorso scolastico del bambino.
Bisogna dare atto che si vedono segnali positivi all’orizzonte, la
volontà di miglioramento si nota, ma le manchevolezze di cui si
accennava precedentemente esistono tuttora e perciò crediamo che la
maggiore indipendenza dei Presidi e dei Direttori Didattici, possa
essere sfruttata nel migliore dei modi a patto che il Genitore
acquisisca la capacità di relazionarsi col Personale Docente
presentando un quadro più chiaro possibile della situazione e della
Patologia del bimbo e cercando di utilizzare delle strategie che siano
le più idonee per la Sua Integrazione Scolastica.
Quando sentiamo affermare che devono essere la Scuola ed il Personale
di Sostegno a gestire al meglio il Bambino con Handicap Psichico, col
genitore nel ruolo di soggetto quasi passivo, ci sentiamo sgomenti, in
quanto assistiamo nella stragrande maggioranza dei casi alla più
deleteria delle Utopie, con Bambini lasciati allo sbando a spasso nei
corridoi malgrado volenterosi tentativi di buona volontà del Personale
che deve seguirli ma che come si diceva è troppo spesso impreparato.
Sappiamo benissimo che ci sono pochi Medici che possono fare questo
tipo di lavoro nelle scuole ma sappiamo anche che è possibile
formarli, ma per fare questo bisogna che le Associazioni Genitori
operino profondamente, organizzando Corsi di Formazione, Seminari di
Approfondimento e quant’altro serva per dare al Personale di Supporto
una base su cui comprendere la complessità dell’Autismo e portare poi
queste realtà nella scuola e nella pratica, bisogna capire che solo
questa è la strada che porterà ad un cambiamento e bisogna lavorare
sodo tutti insieme smettendo di essere delle pecore in mano a troppi
pastori che non sanno fare bene il loro lavoro.
Un Genitore che non si Associa e si
lascia portare allo sbando, fa solo del male a Suo Figlio e non potrà
mai sperare di vedere dei miglioramenti nella sua situazione.
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