Riflessioni sull'Autismo

 
 

 

Riflessioni di una Mamma

di Sonia Zen  

Alla nascita di un bambino, ogni mamma vive momenti di gioia e di tensione, sarà sano, sarà un bel bambino?
Poi ti trovi in braccio il miracolo della vita e vivi una felicità che ti fa toccare il cielo.
Quando però il tuo bambino crescendo, si trasforma in un enigma e manifesta delle regressioni nel suo comportamento, ti trovi sconcertata e vivi nell’inquietudine questa metamorfosi del tuo bambino che ti sembrava così perfetto.
Arriva poi una diagnosi crudele, il mio bambino è affetto da autismo e non si svilupperà come tutti gli altri.
Ti sembra di sprofondare in un baratro senza fine, e devi consumare un lutto per tutto ciò che tuo figlio non potrà mai essere.
La vita con un bambino che ha una grave disabilità mentale è al limite della sopravvivenza in quanto egli non ha la possibilità di capire cosa succede intorno a lui ed è preso da crisi di comportamento e autolesionismi.
La quotidianità è duramente scossa, con un bambino che dorme poco, che di notte ti salta nel letto saltando come un grillo, che ignora i tuoi stati d’animo ed è imperturbabile al tuo pianto  al tuo riso e alle tue manifestazioni d’affetto.
I rapporti sociali si incrinano, gli amici, chi per pudore, chi per ignoranza ti evitano.
La famiglia vive un isolamento forzato, sia dall’handicap, sia sociale.
C’è bisogno di una vigilanza continua, perché il bimbo non ha il senso del pericolo.
Attraverso la preghiera, ho trovato la forza di affrontare il dolore e unire la famiglia nell’accettazione e nella speranza.
Chiedo a Dio di illuminare il mio cammino e di rafforzare il mio spirito.
Il mio bambino da qualche anno, segue un programma che lo aiuta a sviluppare la comunicazione e a supportare le aree dove è maggiormente carente.
Questo duro lavoro lo sta aiutando a crescere meglio e a dare dignità alla sua esistenza e alla nostra, iniziando a fargli capire i primi rudimenti delle emozioni e riempie tutta la famiglia di gioia ad ogni suo più piccolo progresso.
La nostra vita è radicalmente cambiata attraverso l’esperienza di Andrea, ci ha rivoluzionato la scala dei valori e tutto ciò che ci circonda; anche i momenti più banali assumono un sapore e un valore irripetibile, la consapevolezza del dolore ci ha temprato a non dare troppa importanza a cose che altrimenti minano l’esistenza, lasciando spazio non tanto a quello a cui per forza maggiore dobbiamo rinunciare ma piuttosto a tutto quello che possiamo godere nel piacere di trovarci una famiglia unita e serena.
Vivere in una comunità piccola ha sviluppato con la parrocchia e con altri paesani una solidarietà che ci commuove e  incoraggia nel nostro lavoro.
Posso dire che nelle storie delle famiglie che incontriamo nel mondo dell’ handicap attraverso la nostra Associazione di genitori, c’è tanto dolore , ma c’è anche  la speranza che con il lavoro di tanti genitori si riesca a dare un futuro migliore e un presente dignitoso a tante persone così speciali.
La solidarietà e l’affetto da noi incontrati da tante persone che non sono coinvolte nel problema ci offre una vita migliore e la certezza che si può costruire un avvenire diverso per i nostri figli.
Se ci sono momenti bui penso che oltre le nubi c’è sempre il sole.
Ringrazio le persone che ci sostengono e pregano per noi.
Chiediamo a Dio di aiutarci in questo cammino di speranza, di conservarci in salute e illuminarci il nostro cammino.