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Autismo: riflessioni su Servizio
sulla Rubrica “ Sfide “ di Rai 3 a cura di Lorenzo Cacciani
Salve,
sono un ragazzo dalla provincia di Ancona che come voi ho avuto
il piacere di assistere a quella trasmissione che trattava il tema
sull’Autismo. In un caldo pomeriggio d’agosto ho visto qualcosa
che i miei occhi mai avevano osservato prima. Ero in compagnia della
mia ragazza che durante la visione mi descriveva il mondo che circonda
questi ragazzi, La complessità nell’istaurare un rapporto,
il bisogno di sentirsi dentro uno schema ben preciso all’interno
del quale organizzare la giornata, il fatto di vivere in posti a
loro inusuali spesso sfocia in atteggiamenti di panico. Osservavo
le immagini ed ascoltavo quello che Marianna aveva appreso nei suoi
anni di studio cercando di collegare le due cose. Davanti agli occhi
avevo un ragazzo che per certi versi aveva superato alcune fasi
della sua malattia, i punti sopra citati si erano come dileguati
e il risultato era quello che stavo vedendo.
Io non ho mai conosciuto ragazzi autistici, Alberto è stato
l’inizio di un interessamento per un mondo pieno e complesso di
cui mai mi ero interessato in precedenza. Le lacrime che mi scivolavano
lungo il viso non erano per compassione ma per ammirazione nei confronti
di chi spende la propria vita nei confronti degli altri.
Io, scusate, mi chiamo Lorenzo, sono un normale
lavoratore che dopo aver assolto gli obblighi del suo lavoro, dopo
aver aiutato la propria famiglia, dopo aver fatto(si spera) il proprio
dovere all’interno degli Scout, dopo aver dedicato del tempo alla
propria ragazza che tra l’altro abita in Sicilia, mi rimane del
tempo da dedicare a me stesso.
Qualche anno fa mi avvicinai al mondo della montagna perché
avevo sempre avuto il desiderio di viverla, grazie anche a situazioni
a me sgradevoli, presi il coraggio e mi iscrissi ad un club alpino
per avere la possibilità di partecipare ad un corso di sci
alpinismo.
Non fu il solo, infatti a ruota si susseguirono altri corsi come
quello dell’arrampicata su roccia su ghiaccio ad un ulteriore corso
avanzato dello sci alpinismo per divenire in futuro un eventuale
istruttore. Avevo imboccato la strada giusta, sentivo che mi stavo
scoprendo e tutto ciò mi creava soddisfazione. Testare i
propri limiti, mettersi alla prova, creava in me una crescente autostima
ma non mi stavo accorgendo del cambiamento che era in atto dentro
di me.
Si, è vero, mi sono in parte scoperto, ma ciò che
veramente m’ha fatto aprire gli occhi è stata la natura.
Camminavo in mezzo ai boschi, arrampicavo in ritte pareti, spesso
mi fermavo a vedere ciò che mi circondava, non riuscivo a
trovare la tranquillità che cercavo, nelle orecchie echeggiava
un rumore sempre più presente, sempre più forte, un
rumore spesso fastidioso che non mi lasciava libero di pensare….
La natura chiedeva il suo spazio. Il rumore che udivo era generato
dal compimento della vita in ciò che mi circondava. Ogni
qualvolta che ritorno da un uscita mi sento compreso, appagato,
caricato e nutro già il momento che potrò ritornarci.
Quando questo non può accadere per motivi sopra citati, so
sempre che c’è qualcuno che mi aspetta. Questo, potrebbe
aver sentito Alberto quando è ritornato a casa. E’ una shance
che mi sento di dare a chi non ha avuto la possibilità di
sperimentarla. Le lacrime che mi scendevano quel pomeriggio era
anche per qualcosa che avrei voluto fare, però Qualcuno ha
pensato di mettermele davanti agli occhi per dirmi che nulla è
impossibile. Alberto è tornato molto cambiato da come era
partito, i suoi occhi parlavano chiaro.
Questa mia presunzione nello scrivere queste righe a chi tocca con
mano le difficoltà di una quotidianità difficile,
è atta a comunicare che da qualche parte c’è qualcuno
che si carica di ciò che vive intorno a noi e che spesso
chi ha mezzi per venire incontro a situazioni simili non fa nulla
per migliorarle.
Il mio problema è che non ho ancora in mano qualcosa per
poter interagire, ma ci sto provando. Venirmi incontro potrebbe
diventare venirci incontro. Sono disponibile per qualsiasi suggerimento.
Un abbraccio. Lorenzo
Supplemento del Gennaio 2003
Salve Signori Rusticali,
ci siamo sentiti in passato grazie ad una trasmissione trasmessa
sulle reti rai sul tema dell'autismo, al termine del quale ho cominciato
ad interessarmi.
Viaggiando in internet mi colpì il sito autismo on line,
scoprii che voi genitori di un figlio autistco, gestivate il tutto
e che proprio nelle prime righe che lessi, veniva narrata di quella
trasmissione che tanto mi colpì, e decisi di scrivere la
lettera che vi ho allegato.
Rispondendomi, mi diceste di voler pubblicare la mia lettera sul
sito, ed io accettai molto volentieri, sperando che il mio pensiero
potesse raggiungere il cuore di qualcuno che potesse veramente fare
qualcosa per questi ragazzi.
E' nato tutto da quest'occasione, poi a Natale mi sono visto arrivare
questa e-mail alla quale ho risposto molto volentieri rimandando
una foto di me e della mia ragazza.
Marianna, la mia ragazza, anzi la mia futura moglie, è laureanda
in psicologia e intende fare la sua laurea proprio sul tema "sport
e handicap", a tutto questo aggiungo che ci siamo messi in
movimento e abbiamo conosciuto il preparatore atletico di Alberto,
che sarebbe stato quel ragazzo con il pizzo che nella trasmissione
lo accompagnava a dormire e lo seguiva in tutti i suoi momenti.
Nicola, questo è il suo nome, è un ex atleta del coni
che si sta occupando di questi ragazzi da qualche anno, ha un centro
a Roma nel quale s'incontra con questi ragazzi quasi tutti i giorni,
il mezzo con cui parlano e proprio uno sport che lui praticava quando
era un atleta professionista. L'atletica leggera, in particolare,
la corsa.
Li ho visti al lavoro, tutti insieme, in una manifestazione podistica
a Roma, e devo dire che poter vedere i loro occhi, i loro volti
carichi di entusiasmo, mi hanno riempito il cuore di gioia.
I loro genitori erano presenti e oltre ai ragazzi e ai loro preparatori
atletici , a correre intorno al Colosseo, c'erano anche loro che
con gli occhi li seguivano passo passo. Io correvo insieme a loro,
e nonostante tutto che non mi conoscevano, considerando la novità,
mi hanno subito accettato invitandomi nel loro clan.
Uno dei motivi per il quale ci siamo spinti alla capitale, è
stato per poter capire meglio se quello che, a me e a Marianna,
avevamo visto in televisione era davvero come ce l'avevamo immaginato,
ed è in questo preciso momento che Marianna ha deciso di
cambiare la sua tesi di laurea.
Ho raccontato molto di più di quanto mi è stato chiesto,
però ogni qualvolta parlo delle cose che mi stanno a cuore,
finisco per allargarmi. Spero di essere stato esauriente, e vi saluto
sperando che il nostro rapporto posa non interrompersi.
Auguri di nuovo.
Lorenzo e Marianna
lorenzo.cacciani@libero.it
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