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AUTISMO QUEI PRIGIONIERI
DI SE STESSI
Autismo: è legato alla carenza
di un enzima?
A quasi
dieci anni dai successo di "Rain Man" che è valso lOscar
a Dustin Hoffman nel ruolo di un autistico, Hollywood sta per fare
il bis con "The Newports". Diretto da Steven Spielberg
e interpretato da Robin Williams, il nuovo film racconterà la storia
vera di un amore fra due persone affette da autismo. li cinema ha
provato spesso a descrivere il misterioso mondo di questa malattia,
fino al recente "Nell" con Jodie Foster. Così pure la
letteratura, da William Faulkner a Pearl 5. Buck, da Philip K. Dick
a Stephen King, ha presentato personaggi dai tratti autistici anche
prima che il medico Leo Kanner, nel 1943, tentasse una prima descrizione
scientifica della sindrome.
Lautismo è
tuttora una sfida per i ricercatori, un "puzzle" di cui
sono noti solo alcuni tasselli. Se ne conoscono soprattutto le manifestazioni
esteriori, un po come se per fare un esempio, volendo descrivere
la cecità si potesse soltanto dire che chi ne è colpito urta frequentemente
gli oggetti sul suo percorso oppure che non dirige lo sguardo verso
chi gli si para davanti. Persino il nome "autismo" è in
qualche modo improprio perché mutuato dal gergo della psicologia,
dove è impiegato per descrivere, negli adulti, comportamenti di
fuga dalla realtà! Cinquantanni di studi dimostrano che è
vero piuttosto il contrario: lautistico è prigioniero dentro
se stesso e, pare, per cause che nulla hanno a che fare con il desiderio
inconscio di evitare il mondo esterno.
Secondo il Dsm-lV
(Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders) dellOrganizzazione
mondiale della sanità lautismo è un disturbo dello sviluppo
che compare entro i primi tre anni di vita, colpisce prevalentemente
il sesso maschile e ha unincidenza maggiore della sindrome
di Down 15 casi ogni 10 mila. Non è mai stato dimostrato alcun nesso
fra autismo e etnie di provenienza, ceti sociali, culture e neppure
comportamenti negativi dei genitori, sebbene su questultimo
punto sia basata la teoria della cosiddetta "(mamma frigorifero".
li bambino autistico
comincia a mostrare i primi sintomi intorno ai 24-30 mesi: il linguaggio
si sviluppa lentamente, le parole sono spesso slegate dal loro significato,
la comunicazione è prevalentemente gestuale, scarsa la capacità
di attenzione. Spesso preferisce trascorrere la maggior parte del
tempo da solo, non fa amicizia con i coetanei, evita lo sguardo
altrui e non sorride; risponde in modo anormale agli stimoli sensoriali
di vista, udito, tatto, dolore.
A una scarsa attività
immaginativa e di astrazione, si accompagna un comportamento talvolta
di iperattività e talvolta di passività totale. Un bambino autistico
può essere molto aggressivo e violento, anche verso se stesso, e
ha una notevole tendenza a ripetere gesti e parole. La descrizione
è necessariamente generica: cè infatti una grande varietà
di combinazioni fra queste manifestazioni e due bambini autistici
possono comportarsi in modo del tutto differente.
I disturbi autistici
vengono tuttavia suddivisi in quattro principali categorie sotto
la sigla Pdd, Pervasive developmental disorder (ce ne sono in realtà
molte altre e soprattutto una diagnosi differenziale deve poter
escludere le
forme franche di
ritardo mentale a sua volta non dirado associato a autismo): lautismo
vero e proprio, il Pdd-nos (not othetwise specified che si
manifesta più tardi), la Sindrome di Asperger, che a differenza
dellautismo, presenta un linguaggio ben sviluppato, e la Sindrome
di Rett che colpisce soltanto le femmine. Non esiste una teoria
universalmente accettata sulle cause dellautismo anche se,
almeno su un fatto, gli esperti sembrano concordare: lautismo
non è una malattia mentale. La ricerca ha preso molte strade, dalla
genetica allimmunologia, dalla neurologia alla biochimica
e ciascuna ha ottenuto finora risultati significativi, Indagini
con la tomografia a emissione di positroni (Pet) e con la risonanza
magnetica (Rnm) hanno talvolta evidenziato differenze nella struttura
del cervello degli autistici. Una ipotesi che gode oggi di buon
credito, anche grazie al riscontro pratico nella terapia, e quella
dellintolleranza alimentare, che avrebbe allorigine
una carenza enzimatica, in particolare al glutine, sostanza proteica
contenuta nei cereali, e alla caseina del latte e dei latticini.
Osservando diete rigorosissime molti autistici prima violenti e
non comunicativi hanno avuto straordinari miglioramenti.
La microbiologia
ha poi dimostrato un legame tra le infezioni da candida, un fungo
che vive normalmente sulle mucose dellorganismo, e autismo:
anche in questo caso si sono registrati successi terapeutici somministrando
un buon antimicotico.
Per curare lautismo,
oltre alla sorveglianza alimentare e pochi farmaci, la scienza ha
sviluppato metodi di "rieducazione" comportamentale (fra
i più noti il Lovaas e il Teacch) che perlopiù tentano di rendere
autosufficiente il soggetto almeno nelle funzioni essenziali sebbene
si conoscano molti casi di persone autistiche meno gravi che sono
in grado di condurre una vita quasi normale.
A questi si aggiunge
lintegrazione sensoriale, esercizi per facilitare la visione
(anche per mezzo di occhiali speciali) e ludito. Uno dei sistemi
oggi al centro dellattenzione e delle polemiche è quello della
"comunicazione facilitata". Molte celebrità, da Richard
Burton a Sylvester Stallone, hanno avuto figli autistici e si sono
impegnati per la causa:
"Sly" ha
addirittura creato una fondazione per lo studio e la cura dellautismo
scoprendo di essere in compagnia di milioni di persone.
In tutto il mondo
migliaia sono i centri di ricerca e trattamento e le associazioni
di familiari e volontari. Basta lanciare su Internet la parola "Autism"
per vedersi a disposizione oltre 10 mila pagine. In Italia esiste
lA.n.g.s.a. Associazione nazionale genitori soggetti autistici
sorta nel 1985 e con 16 sedi regionali.
Lautismo è una
tragica condizione che inspiegabilmente affascina chi lavvicina.
Chi volesse saperne di più può leggere di A. Lurija "Viaggio
nella mente di un uomo che non dimenticava nulla) (Armando
Editore) e del celebre Oliver Sacks (quello di "Risvegli"),
"Un antropologo su Marte" (Adelphi).
Ester Cohen
(da La Stampa del 26/2/97)
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